L'utilizzo della bilancia in laboratorio fu introdotto dal chimico francese A. L. Lavoisier sul finire del XVIII secolo. Questa innovazione produsse un profondo mutamento nella chimica di quei tempi anche perché fino a quel momento la studio dei fenomeni chimici era quasi esclusivamente qualitativo. Le bilance a due piatti qui presentate funzionano applicando il principio della leva a bracci uguali e quindi per eseguire la pesata era necessario comparare la massa di sostanza con dei pesi campione preventivamente tarati. Le due bilance sebbene simili nel meccanismo di funzionamento si differenziano nel rispettivo campo applicativo, infatti, la prima è una bilancia tecnica mentre la seconda è una bilancia di precisione, più comunemente detta "bilancia analitica".

Bilancia tecnica

Bilancia tecnica

Bilancia tecnica

Questa bilancia viene impiegata in laboratorio per pesare grandi quantitativi di sostanze (con un massimo di qualche chilo) in maniera veloce ma scarsamente accurata. La sua meccanica, particolarm.ente semplice le conferisce una certa inerzia che non permette stime al di sotto del decimo di grammo. Su una base di marmo è fissata la colonna centrale della bilancia, questa termina con una piastrina metallica detta "piano". Sopra al piano è appoggiato un cuneo di metallo detto "coltello", questo, fissato all'asta orizzontale ("giogo"), svolge il ruolo di fulcro della leva a bracci uguali ai cui estremi sono fissati i piatti. Al di sopra del coltello è fissato l'indice che segna su di una scala graduata solidale alla colonna quando i due bracci della bilancia sono in equilibrio; alla base della colonna è inserito un meccanismo di bloccaggio che permette di bloccare la bilancia. Nella scatola di legno posta sotto alla base della bilancia vi è un cassetto dove riporre i pesi di riferimento da impiegare nelle pesate.

Bilancia di precisione

Bilancia di precisione

Bilancia di precisione

Questa bilancia è un elemento fondamentale per qualsiasi laboratorio chimico. Permette di determinare con buona accuratezza fino al millesimo di grammo. Per realizzare queste prestazioni la meccanica della bilancia èpiù complessa rispetto alla precedente e fatta in modo che il giogo sia in perenne stato di equilibrio precario per poter meglio rilevare le minime fluttuazioni di massa nella pesata. Il piano ed il coltello sono costruiti in agata per limitare al minimo attriti ed usure. Il giogo è in alluminio e alle estremità ha due viti di calibrazione. I piatti sospesi alle estremità del giogo non sono semplicemente attaccati ma hanno un secondo sistema coltellopiano sempre per aumentare la sensibilità. In questo caso l'indice che visualizza lo stato di equilibrio della bilancia è posto verso il basso e la scala è fissata al piede della colonna. Queste bilance data l'alta sensibilità alle sollecitazioni esterne erano racchiuse in teche di vetro. Anche in questo caso è presente un meccanismo di blocco del giogo all'interno della colonna ed esso viene azionato ruotando la manopola al di sotto della base.