Forno

Forno

Il forno a riverbero è un forno a carbone, mobile, costruito in terra refrattaria e rinforzato con cerchi metallici. Questo tipo di forni, sebbene di dimensioni minori, tali da essere facilmente spostabili, prendevano spunto dalle fornaci alchemiche e furono impiegati nei laboratori fin oltre la metà. del XIX secolo, quando venne introdotto l'utilizzo del gas combustibile. Il forno è costituito da tre parti che della tradizione alchemica conservano il nome: "fornello", "laboratorio", "cupola". Il fornello è la parte inferiore del forno dove avviene la combustione del carbone ed in cui, attraverso un'apertura, veniva introdotto il combustibile e venivano rimosse le ceneri. Illaboratorio è la parte centrale del forno, separata dal fornello mediante una griglia in terra refrattaria; esso costituisce la camera di riscaldamento in cui venivano posti i materiali da riscaldare contenuti in contenitori quali crogiuoli, vasi o storte in gres. La cupola è la parte superiore del forno che svolge sia la funzione di camino che quella di riverberare il calore verso il laboratorio; essa ha forma semisferica con un foro centrale da cui si sviluppano i gas di combustione; il tiraggio del forno viene regolato variando l'afflusso d'aria attraverso tappi di gres da porre sulle aperture ed utilizzando tubi di prolunga, sempre in gres, da inserire sulla cupola.
L'impiego di questi forni era legato, sebbene non in maniera esclusiva, alla chimica metallurgica, infatti in essi si realizzavano calcinazioni di ossidi, fusioni per la preparazione di leghe e decomposizioni termiche di sali.

stufa di Frisenius

La stufa di Gay-Lussac

La stufa di Frisenius è essenzialmente una scatola cubica di rame con uno sportello di accesso anteriore; due fori sulla faccia superiore permettono sia l'uscita dei vapori, che l'introduzione di un termometro o di un termoregolatore a gas. La stufa, posta su un treppiede, viene riscaldata utilizzando un bruciatore a gas. All'interno della stufa i materiali da riscaldare vengono posti su un supporto di rame forato in modo che il riscaldamento avvenga non per diretto contatto con la superficie esposta alla fiamma ma attraverso il flusso d'aria calda che dal basso del forno sale verso l'alto. Questo tipo di stufa veniva impiegato per riscaldamenti inferiori ai 100°C come ad esempio per l'essiccamento di precipitati o filtrati.

stufa di Gay-Lussac

La stufa di Frisenius

La stufa di Gay-Lussac è una scatola di rame a doppia parete con apertura anteriore. Nella parte superiore della stufa sono presenti due piccole aperture circolari:

  • quella centrale permette l'inserimento di un termometro con cui controllare la temperatura direttamente nella camera di riscaldamento;
  • quella angolare serve per riempire l'intercapedine con acqua o olio; successivamente, sulla stessa apertura, si applica un refrigerante a ricadere, che impedisce l'esaurimento del liquido per evaporazione.
In questa stufa, come nella precedente, il riscaldamento avviene in maniera indiretta ad opera del liquido contenuto nell'intercapedine, che viene riscaldato mediante un bruciatore posto sotto alla stufa. Questa stufa rispetto alla precedente consente di ottenere temperature più omogenee nella camera di riscaldamento; l'unico limite di impiego è il punto di ebollizione del liquido di riempimento dell'intercapedine.